Un istrione di nome Gonzales

Un istrione di nome Gonzales

All’anagrafe si chiama Jason Charles Beck, ma il mondo (o almeno quella parte del pianeta che si interessa di musica) lo conosce come Chilly Gonzales.

Questo pianista canadese da qualche anno ormai ha abbandonato il mondo della musica commerciale per dedicarsi a un grandioso progetto come solista classico: pandemia permettendo, si esibisce dal vivo decine di volte ogni anno e ha registrato già tre dischi per piano solo, pubblicandone anche gli spartiti.

Pensiamo che questo cambio di casacca sia stata la sua fortuna, in ultima analisi. Gonzales infatti aveva già una sua fanbase quando ha iniziato a passare alla musica classica, e si è ritagliato una fetta di sostenitori molto consistente, sicuramente maggiore rispetto a quando si esibiva a tempo di rap o electro, collaborando anche con artiste come Feist e Peaches.

Concerti che fanno sorridere

Come il caro vecchio Danny Kaye o, meglio ancora, il leggendario Victor Borge, è dal vivo che Gonzales ha trovato la sua ragion d’essere. I suoi recital sono veri e propri spettacoli comici, dove il nostro si presenta in vestaglia e pantofole, spesso suonando con guanti di mussolina e alternando alle sue composizioni ispirate da Chopin o Debussy dei monologhi che strappano risate.

Guai però a considerare Chilly solo come un comico che sa anche suonare: la ratio è esattamente all’opposto. Il diretto interessato infatti parla di sé come un genio. Istrione lo è di sicuro, anche se si prende molto sul serio. Non sbagliate, insomma, parlandone come di un pagliaccio. Semplicemente, Gonzales ama sdrammatizzare e riportare a terra un ambiente fin troppo serioso, che ogni tanto ha un disperato bisogno di venire svecchiato.

Lo dimostrano anche le sue frequenti lezioni di musica pop, molte di queste disponibili gratis su YouTube, durante le quali l’artista canadese analizza chirurgicamente i brani in classifica più noti o quelli passati alla storia e li mette in parallelo con famose composizioni classiche. Uno spasso, e anche un modo diverso di apprezzare la musica pop che nei suoi momenti più alti, tutto sommato, ha una sua dignità.

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