Il peso della tecnica e quello della sorte

 

Gli esempi che escono dalla bocca di Danilo Rossi mi convincono completamente durante la nostra conversazione. Nascono tutti da un senso pragmatico e dalla voglia di concretezza: le basi del suo enorme sapere. Basterebbe analizzare il programma eseguito e messo in scena a Bentivoglio durante il XVIII festival di musica da camera, per comprendere l'idea del maestro. Un'esecuzione all'interno della quale Danilo Rossi si è cimentato nella direzione dei musicisti della Scuola Universitaria di Musica del Conservatorio di Lugano, interpretando la Sinfonia concertante K 364 di Wolfgang Amadeus Mozart, e successivamente il Quartetto n. 2 per orchestra d'archi in re maggiore di Aleksandr Borodin.

Proprio eseguendo questi movimenti, i giovani musicisti hanno dovuto fronteggiare un pubblico interessato e attento nei minimi particolari, riuscendo a guadagnarsi degli applausi convinti al termine dell'esecuzione. Un pubblico non facile, data la tradizione della provincia bolognese come terra di liutai, molte persone dal pubblico erano senza dubbio in grado di comprendere la curvatura di un architetto o la risonanza corretta di legno pregiati di un violino.

Nella fortunata eventualità che si presenti qualche giovane musicista in grado di esibirsi come solista, questo sarebbe fantastico secondo Danilo Rossi. Bisogna però sottolineare che esiste sempre una selezione particolarmente accurata portata a termine da un commissione di esperti in grado di verificare se i giovani siano in grado di soddisfare tutti I criteri di pregevolezza esecutiva che permetteranno loro di divenire solisti. Questo è per esempio il caso della violinista russa Ekaterina Valiulina, in grado di esibirsi durante il mese di settembre presso la Mansarda del Conservatorio della Svizzera Italiana, e successivamente a Bentivoglio nel mese di ottobre. Ekaterina è stata selezionata tra tutte le classi di violino della scuola per presentarsi come solista durante questi concerti.

Grazie a questo esempio sembra che Danilo Rossi voglia farci comprendere quanto siano tenaci i giovani musicisti e come sia possibile (come è successo a lui da giovane) riuscire a raggiungere grandi traguardi attraverso la disciplina e l'esercizio, «Senza escludere una certa dose di fortuna», come ribadisce il maestro. L'umiltà e la modestia sono caratteristiche fondamentali di un musicista, ma la fortuna a volte è determinante in alcuni ambiti della nostra vita «perché se ho cercato i miei maestri – secondo le parole del maestro - è anche vero che ho avuto fortuna nell'incontrarli presso il Teatro alla Scala e la Filarmonica della Scala, dove sono passati Dino Asciolla, Piero Farulli, Yuri Bashmet. E tutti loro mi hanno dato molto».

 

È molto difficile apprendere tutti i dettagli che circondano uno strumento. La passione per lo stesso, la tipologia di impugnatura decisa da utilizzare e alcune contrazioni del viso che vengono eseguite durante un concerto, queste sono testimonianza del coinvolgimento completo. Quando lo si guarda dirigere, ma maggiormente durante l'esecuzione come viola solista, è possibile leggere sul volto di Danilo Rossi un'espressione completamente ispirata che gli garantisce una morbidezza creativa unica in grado di toccare sentimenti di chiunque lo ascolti.