Come è strutturato il concerto?

 "Per ora abbiamo deciso di dividere il programma in tre differenti momenti. La prima parte è da considerarsi quella più classica (il Duetto degli occhiali di Beethoven e un po' di Rossini); successivamente eseguiamo due brani di Piazzolla, che possiamo definire senza ombra di dubbio un classico. La terza parte invece si spinge un po' oltre eseguendo Gershwin, un particolare In a sentimental mood di Ellington e Corea. Ci avventuriamo quindi in un percorso che parte dal jazz più classico per raggiungere una musica che reputiamo più vicina a noi. "Mischiare con gusto" è la base che mi ha permesso di creare questo programma. Successivamente abbiamo deciso di cercare brani che reputavamo adatti per questa tipologia di organico: viola, contrabbasso, percussioni e pianoforte. Ovviamente la strada da fare è ancora molta, ma ho la certezza che la viola possa stare nel jazz come in qualsiasi altra tipologia di musica. Secondo me ci sta da Dio!".