Brunello, Rizzi e Rossi: uno scroscio di applausi sul Lagorai con l’Orchestra Bolivar

Il pubblico ha gradito ed è restato entusiasta dopo l'esibizione di Mario Brunello, Marco Rizzi e Danilo Rossi. Gli applausi prolungati hanno celebrato la fama internazionale di questi concertisti di grande livello e ospiti ancora una volta di questa manifestazione. Si tratta dell'ennesimo successo per la rassegna i Suoni delle Dolomiti, in grado di richiamare l'attenzione di migliaia di appassionati di questa straordinaria musica all'interno di una cornice naturale straordinaria come quella della Malga Caldenave, sul Lagorai, all’ombra della Cresta Ravetta.

Il pubblico ha mostrato il suo grande entusiasmo con applausi prolungati dopo l'esibizione di Mario Brunello, Marco Rizzi e Danilo Rossi. Celebri concertisti di fama internazionale spesso ospiti di questa rassegna, senza far mancare l'apprezzamento all'Orchestra Giovanile del Venezuela Simon Bolivar.

Ronner (19 anni), Ruben (18 anni), Abner (15 anni) e Ruggero (musicista dell’Orchestra giovanile italiana di Fiesole in sostituzione di uno degli strumentisti sudamericani) hanno affiancato egregiamente i colleghi più prestigiosi, vestendo i panni dei solisti. L’ensemble è riuscita a mettere in scena nei giorni scorsi uno spettacolo indimenticabile, in occasione del festival “Fucina Arte Sella”, mettendo in scena il sestetto Opera 36 di Brahms. Questi straordinari strumentisti hanno inoltre interpretato due celebri brani che rappresentano la storia più famosa della musica sudamericana: la Fuga Criolla di Juan Baptista Plaza e un Tango di Gardel dal titolo Por una cabeza. L'orchestra giovanile del Venezuela  Simon Bolivar è stata fondata da oltre trent'anni, grazie agli sforzi di Josè Antonio Abreu, e si tratta di un progetto sociale e musicale in grado di aiutare centinaia di migliaia di giovani provenienti perlopiù dalla strada.

 

A sostegno dei giovanissimi strumentisti parte della della Simon Bolivar, si sono affiancati Mario Brunello, Marco Rizzi e Danilo Rossi esibendosi con strumenti speciali per dar vita ad una rappresentazione unica: un violoncello Maggini del’600 per il primo, un violino Guarnieri del’700 per il secondo, una viola Maggini del’600 (appartenuta a Dino Asciolla) per il terzo. Degli strumenti dal valore sentimentale e dal pregio inestimabili. Tutti gli strumenti sono stati realizzati utilizzando il legno degli abiti di risonanza tipico della foresta di Paneveggio, e grazie a questi straordinari interpreti hanno fatto idealmente ritorno alle proprie origini.